Il #NextGenATP britannico Jack Draper sta dominando il circuito Challenger. Ha vinto quattro titoli ed è così entrato in Top 100 nei Pepperstone ATP Rankings.

Il ventenne è salito alla ribalta l'anno scorso quando ha battuto Jannik Sinner e Alexander Bublik ai Cinch Championships e la settimana successiva ha vinto il primo set contro Novak Djokovic. Tuttavia l'attuale numero 99, dopo le stagioni 2020 e 2021 condizionate dagli infortuni, sta trovando una maggiore continuità nel 2022. Questa settimana è arrivato al Queen’s Club con 26 vittorie all'attivo in tutti i livelli, compresi i successi su Gilles Simon a Miami e Lorenzo Sonego a Madrid.

"La cosa più importante è che non ho avuto ancora infortuni - ha detto Draper al sito ATPTour.com parlando della sua stagione -. Dal 2019 sono riuscito a stento a scendere in campo, ho avuto diversi infortuni pesanti. E' stato importante per me tornare ad allenarmi bene, in maniera intelligente, prendermi meglio cura del mio corpo. So di possedere un bel livello di tennis, mi piace giocare aggressivo e all'attacco. Ho un servizio forte, un diritto pesante e un rovescio solido. I colpi li ho, dipende tutto dal fisico".

Draper, che ha mancato la seconda parte del 2021 per la rottura di un legamento all'anca, crede di poter crescere ancora nei mesi a venire. Tuttavia, sa che non è facile data la competizione nell'ATP Challenger Tour. "E' duro, anche se ho vinto quattro tornei non so ancora come ci sia riuscito. Ci stavo pensando in una settimana libera da match: 'Ho vinto quattro titoli, credevo fosse impossibile'. Perciò mi fa davvero molto piacere aver raggiunto questo traguardo".

Draper oggi è quinto nella Pepperstone ATP Race To Milan, in piena corsa per la qualificazione all'edizione 2022 delle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals, in programma a Milano dall'8 al 12 novembre..

La Pepperstone ATP Race To Milan completa

Lo spagnolo Carlos Alcaraz ha trionfato l'anno scorso e il britannico ha rivelato che il diciannovenne è stato una grande fonte di ispirazione per lui. "Alcaraz è davvero speciale. Lo vedo come il tipo di giocatore di riferimento, da utilizzare come metro di paragone per giudicare me stesso - ha spiegato Draper -, per il suo livello di gioco, il tipo di tennis, la quantità di lavoro. Osservare uno così ti può far imparare molto, spero un giorno di poter competere con lui per i grandi titoli.

"Conosco la [Pepperstone ATP] Race [To Milan], ma non ho prestato così tanta attenzione alla classifica perché anche se ora sono nei primi posti ci sono giocatori in Top 50 e Top 100 che entrano nei tornei dell'ATP Tour con tanti più punti im palio - ha aggiunto -. Non mi voglio montare la testa, ci sono tanti giovani forti che stanno emergendo".

Draper però non si limita al circuito Challenger. Ha ricevuto la wild card per i Masters 1000 di Miami e Madrid. Pensa che gli exploit sull'erba della scorsa estate e la possibilità di partecipare a questi grandi eventi con i connazionali Cameron Norrie, Daniel Evans e Andy Murray abbia giocato un ruolo significativo nel suo continuo sviluppo.

"Mi ha permesso di toccare con mano cosa voglia dire giocare un grande torneo e affrontare un campione come Novak. La partita contro di lui mi ha dato fiducia e ispirazione - ha detto, a proposito della sconfitta contro l'allora numero 1 del mondo -. Ma ora so che il mio tennis vale, si tratta solo di far funzionare tutto il resto. Ho imparato tanto guardando i top player a Miami e Madrid. Poi avere il supporto di Dan [Evans], Andy [Murray e Cam [Norrie], alla luce di quello che stanno facendo nel circuito, è una grande motivazione. Sento che con il loro sostegno posso arrivare lontano anche io".

Oltre a Norrie, Evans e Murray, Draper è un buon amico della britannica Emma Raducanu, la diciannovenne britannica che ha stupito il mondo l'anno scorso vincendo lo US Open partendo dalle qualificazioni. Quel momento, ha ammesso Draper, gli ha dato un'ulteriore forte ispirazione.

"Vedere Emma vincere mi ha ispirato di sicuro, è stata una grande motivazione - ha detto -. Ero infortunato, in un momento difficile, guardare le sue partite, vederla compiere qualcosa di speciale mi ha fatto pensare che avrei potuto farcela anche io. Non allo stesso livello magari, perché nel tennis femminile si arriva alla vetta un po' giovani, ma di sicuro quell'impresa ti fa capire che puoi passare velocemente da un posto duro a un posto incredibile".