Da Matteo Berrettini e Jannik Sinner a Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti, l'Italia ha prodotto tante stelle nell'ATP Tour negli ultimi anni. Ora c'è un talento in più che sta emergendo, Luca Nardi.

Il #NextGenATP di 18 anni ha stupito nel 2022 conquistando due titoli nell'ATP Challenger Tour titles a Forlì e Lugano. I suoi risultati lo hanno proiettato al nono posto nella ATP Race To Milan. Può così sognare di disputare per la prima volta le Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals di novembre.

Nardi ha anche debuttato agli Internazionali BNL d’Italia grazie a una wild card per il tabellone principale del Masters 1000. E' un altro momento cruciale per Nardi che ha parlato con ATPTour.com dei fattori dietro il suo recente successo.

"Ho iniziato ad allenarmi più duramente e con una maggiore intensità. Ho iniziato una dieta, sto anche mangiando meglio" ha detto Nardi, parlando della sua stagione. "Sta andando tutto meglio grazie a questo. Sto provando ad essere il più professionale possibile. In generale, l'allenamento non è cambiato molto, c'è un po' di lavoro in più sul diritto e il rovescio. Ma l'intensità è totalmente diversa, ecco la differenza.

"In Italia, gli altri giocatori mi spingono a dare il meglio. Abbiamo tanti bravi giocatori adesso: Sinner, Berrettini, Musetti e Sonego. Spero un giorno di poter essere come loro, mi stimolano sempre a dare di più, a lavorare più duro”.

Nardi cercherà di seguire le orme del numero 13 del mondo Jannik Sinner, che ha trionfato a Milano nel 2019 a 18 anni, la stessa età che ha Nardi adesso. L'azzurro ha vinto 16 partite nel Challenger Tour finora quest'anno: nel 2021, in tutta la stagione, ne aveva vinte sette.

Nardi era numero 364 nei Pepperstone ATP Rankings a gennaio, ma il 2 maggio ha raggiunto il suo best ranking al numero 198. A 18 anni e 9 mesi, Nardi è il più giovane dei nove italiani attualmente in Top 200. Il suo recente successo è un premio per il duro lavoro che ha cominciato undici anni fa, quando ha preso in mano una racchetta per la prima volta.

"Quando ero piccolo, giocava a tennis anche mio fratello Niccolò" ha detto Nardi. "E' più grande di me di sette anni, io andavo sempre a guardarlo al circolo quando giocava e mi divertivo molto. Poi, quando avevo sette anni, ho cominciato a giocare a Pesaro, dove sono nato.

"Ricordo che ero molto timido allora in campo. Mia madre doveva stare vicino la rete, solo così mi sentivo a mio agio. Poi ho cominciato a giocare sempre più stesso e un paio di anni fa ho cominciato a prendere il tennis più seriamente. Continuavo ad andare a scuola e a giocare, avevo due vite separate: lo studente e il giocatore. Fino ai 16 anni, non sapevo cosa volevo fare. Poi ho scelto il tennis e ho iniziato a frequentare una scuola privata".

Ne è passato di tempo da quando suo fratello lo spingeva ad essere meno timido in campo. Eppure, ancora tre anni fa Nardi non era sicuro di poter proseguire la sua carriera, dopo la rottura con l'allenatore Francesco Sani.

"Era il mio coach fin da quando avevo sette anni. Praticamente dall'inizio. Ma due anni e mezzo fa, mi sono spostato nel centro tecnico della Federazione Italiana Tennis - ha detto Nardi -. Ci sono rimasto un anno, ma non mi sono sentito bene senza Francesco. Molte volte ho desiderato smettere. Ero triste, non mi allenavo bene. Avevo perso la passione. Volevo stare con Francesco, ma anche da parte sua c'erano problemi per quanto riguarda i viaggi visto che ha anche una famiglia".

Alla fine, Nardi ha risolto la sua incertezza tornando a lavorare con Sani. Ha continuato a giocare a tennis, e i risultati oggi si vedono.

"Per qualche ragione non mi sono fermato e ora eccomi qui" ha aggiunto Nardi. "Sto di nuovo lavorando a Pesaro con Sani e Gabriele Costantini. Abbiamo un ottimo rapporto, vogliono vedermi felice e mi diverto tanto adesso: per me è la cosa più importante. Quando sono tornato nella mia città, con la mia famiglia e i miei amici oltre a Francesco, ho ritrovato la mia passione. Chiamo sempre amici e familiari quando sono nei tornei. Sono molto importanti per me, con loro mi sento calmo e rilassato".

Le curiosità su Luca

La più grande passione oltre il tennis: Mi piacciono le moto, ho una Yamaha. Anche Valentino Rossi è di vicino Pesaro, da noi c'è una grande passione per il motociclismo. Mi piace giocare a padel, se a livello professionistico consentisse di guadagnare tanto quanto il tennis, ci penserei. Cinque o sei anni fa, hanno cominciato a costruire sempre più campi in Italia e adesso è popolarissimo.

Il giorno perfetto senza tennis: Mi sveglio tardi, senza dubbio. Poi mangio la pasta al forno di mia madre, il piatto migliore che cucina. Poi esco per un giro in moto, gioco a padel. E per cena sushi, lo adoro.

Il lavoro dei sogni, tennis a parte:
fisioterapista. Ogni volta che faccio una sessione di fisio, ho sempre domande su come funziona il mio corpo.

Musica preferita: latina/reggaeton, il mio cantante preferito è Ozuna