Per gli amici dell’accademia IMG di Bradenton è Jerry. Ha l’apparecchio ai denti e ha compiuto 17 anni lo scorso 2 febbraio. Per il tabellone principale dell’Atp Masters 1000 di Indian Wells si chiama Juncheng Shang, ha la bandiera cinese vicino al nome e proviene dalle qualificazioni dove ha battuto l’argentino Francisco Cerundolo (n.100 Atp) e il tedesco Mats Moraing, che si è ritirato dopo aver perso il primo set, n.128 del mondo.

Jerry Shang, chiamiamolo così, con un bel mix, è n.543 del mondo nonchèil primo tennista cinese a qualificarsi per il tabellone maschile di Indian Wells. E in questo caso è anche il più giovane giocatore in tabellone. La cosa non stupisce perché in fatto di precocità aveva già fatto parlare di sé: lo scorso anno era infatti diventato il più giovane vincitore di un torneo ITF dopo Carlos Alcaraz e Luca Nardi.

Nella stagione che lo ha visto diventare n.1 del mondo under 18 (grazie ai quarti di finale raggiunti al torneo juniores di Parigi, la semifinale a Wimbledon e la finale agli Us Open) si è infatti aggiudicato 4 prove da 15.000 dollari, tutte negli Usa, a Fayetteville, Naples, vero Beach e ancora a Naples.

Vincitore dei Campionati Statunitensi under 12 su terra battuta e il prestigiso torneo Eddie Herr, nella medesima categoria. Poi, a soli 14 anni, si è imposto nel primo torneo ITF under 18, quello organizzato a Pechino, casa sua fino a quando aveva 11 anni.

Nella stagione successiva il trasferimento a Bradenton, come tutti i giovani talenti di livello mondiale ai quali l’Accademia, che una volta era di Nick Bollettieri e ora è gestita dal colosso del management sportivo IMG, offre il terreno per crescere e mettere a frutto le proprie qualità.

Jerry è un brillante atleta di un metro e 80 per 74 chilogrammi, mancino, che gioca il rovescio a due mani. Di lui il direttore dell’accademia Jimmy Arias (ex pupillo di Bollettieri, vincitore nel 1983 degli Internazionali d’Italia a Roma dice: ”Il suo gioco si basa sull’essere un ottimo colpitore, molto veloce e solido in tutti gli aspetti del gioco. Ha una grande sensibilità e sa uscire da situazioni di gioco complicate con grande facilità. E’ molto bravo, per esempio, nel passare dalla fase difensiva a quella offensiva. E’ passato con successo dal mondo del tennis giovanile a quello del tennis professionistico: per me il segno che è destinato aa avere una carriera ricca di soddisfazioni”.

Il tennis cinese maschile ne avrebbe tanto bisogno, dato che non è ancora riuscito a esprimere tennisti di livello assoluto: nessuno è mai entrato nella Top 100. Così non stupisce che gli idoli tennistici di Shang da bambino fossero… donne.

Shang Juncheng
Shang Juncheng reached the 2021 US Open boys' singles final. Photo Credit: Sarah Stier/Getty Images

“Li na è stata di grande ispirazione per tutti i giocatori cinesi – ha spiegato- Vederla fare così bene ci ha aiutato a credere che avremmo potuto riuscirci anche noi. Anche Zheng Shuai (che ha vinto due Slam in doppio e ha raggiunto i quarti di finale sia in Australia che a Wimbledon) è stato un riferimento. Io ho avuto modo di conoscerla bene e parlavano sempre quando c’era il tempo. L’ho conosciuta a Pechino quando avevo 9 anni”. Un talento cresciuto con forte impronta dello sport femminile dunque. Non sono solo infatti queste due campionesse ad alimentare i sogni e le prospettive di Jerry: c’è anche la forte impronta materna, qualcosa che non può non lasciare segno nel DNA. Anche papà Shang Yi è uno sportivo famoso dalle sue parti, calciatore professionista ha fatto parte della nazionale cinese; ma la mamma è qualcosa di più: una campionessa del mondo. Stiamo parlando di Wu Na, un mito in Cina come tutti i grandi giocatori di ping pong, olimpicamente definito tennis da tavolo.

In Cina è lo sport più praticato e i giocatori che fanno parte della nazionale e conquistano titoli a livello internazionale hanno la popolarità, il prestigio (e anche i riconoscimenti economici) che in Italia hanno i grandi calciatori. Il campione olimpico Ma Long in patria è osannato come un Federer, un Nadal nel circuito del tennis. Un fatto naturale se si pensa a una base di 10 milioni di “pongisti” praticanti.

Ebbene Wu Na è stata campionessa mondiale nel doppio misto ai Mondiali di Manchester del 1997, in coppia con Liu Guoliang, un altro monumento del tennistavolo cinese, campione olimpico nel 1996 e oggi allenatore della nazionale e proprio del supercampione Ma Long. In quel mondiale in Inghilterra Wu Na conquistò anche il terzo posto in singolare.

Una mamma un po’ speciale dunque, che deve aver visto qualcosa di altrettanto speciale nel figliolo se, invece di avviarlo al ping pong in Cina (ha una sua grande scuola di tennis da tavolo a Pechino) ha pensato di avviarlo al tennis e poi di mandarlo giovanissimo negli States. E di sicuro sa che cosa vuol dire lavorare per raggiungere certi obbiettivi. Per arrivare ai suoi livelli nel tennistavolo in Cina si comincia con allenamenti quotidiani da 4/5 ore al tempo delle scuole elementari. Poi da 12 ai 16 anni, chi viene selezionato a livello regionale si allena a tempo pieno. Successivamente c’è la selezione per le squadre nazionali, un èlite di una ventina di giocatrici tra le quali vengono scelte le 4/5 che formeranno la squadra nelle grandi manifestazioni internazionali. Manifestazioni che i cinesi dominano in modo assoluto da più di 20 anni.

Ottenere risultati come mamma Wu (era stata anche medaglia di bronzo in doppio femminile ai Mondiali del 1995 a Tianjin), è cosa da fenomeni. E se lei crede nel suo ragazzo c’è da tenere le antenne diritte. Forse la Cina ha trovato il talento che abbatterà finalmente il tabù “Top 100”.