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Next Gen ATP Finals Allianz Cloud, Milan | 9-13 Nov. 2021
Sinner, dagli spalti al centro del palco

© ATP Tour

È facile dimenticare che Jannik Sinner era l'ottava testa di serie alle finali ATP Next Gen dello scorso anno. A soli 18 anni, l'italiano aveva fatto vedere di che cosa era capace già all'inizio dell'anno raggiungendo le semifinali di Anversa ma è entrato nel gruppo dei finalisti del Master Under 21 come wild card perché aveva concluso la FedEx ATP Race To Milan 2019 all'11 ° posto.

Ma l'ex prodigio dello sci era determinato a dimostrare di poter competere con le star #NextGenATP più affermate, come Alex de Minaur, Frances Tiafoe e Casper Ruud.
"L'anno prima guardavo dalla tribuna - aveva detto Sinner prima del torneo - Quest'anno posso giocare”.

Sinner ha fatto più che giocare soltanto. È diventato il primo italiano a vincere il trofeo delle Next Gen ATP Finals battendo Alex De Minaur col punteggio di 4-2 4-1 4-2 in una finale mozzafiato. Era soltanto l'inizio di quella che è stata una rapida ascesa. Tanto che ha cominciato ad attirare su di sé molte attenzioni, compresa quella di Roger Federer. "Penso che ne sentiremo parlare molto - ha detto - è un ragazzo molto interessante, mi piace vederlo giocare”.

I riflettori puntati su Sinner sono aumentati a dismisura durante il 2020, ma l’azzurro non si è mai lasciato schiacciare dalla pressione. Anzi, l’ha usata a suo favore. Sinner ha fatto il grande salto nella Top 50 della classifica FedEx ATP passando dal numero 78 al numero 44, una scalata che non è ancora finita.
Non sono state solo le vittorie a impressionare, perché Sinner ha fatto vedere grandi cose anche nelle sconfitte. Il primo Top 10 in carriera l’ha battuto a febbraio, era David Goffin, a Rotterdam. Eh sì che il belga è uno dei giocatori più duri da battere dell’intero ATP Tour, eppure Sinner ci ha vinto in due set.

“Può sembrare una vittoria normale, ma ci sono delle volte che giochi talmente bene che poi succedono queste cose - aveva detto Sinner dopo quell’incontro -. Si tratta di migliorare sempre e capire a che punto del percorso sei”.

Da quando è comparso sulla scena, Sinner ha affermato di non concentrarsi su un singolo risultato. Lavora sempre guardando al lungo termine e cercando di migliorare ogni giorno.

Dopo che l'ATP Tour è stato sospeso per più di cinque mesi a causa del COVID-19, l’altoatesino ha perso le prime due partite giocate di rientro dal lockdown. Una delle due è stata la sconfitta in cinque set contro l'allora numero 16 del mondo Karen Khachanov al primo turno degli US Open, dove ha mostrato comunque un grande livello.

Khachanov ha a disposizione uno dei migliori servizi al mondo, ma Sinner non ha avuto grossi problemi a ribattere a viso aperto al russo per ben tre ore e 44 minuti, spingendo il campione del Rolex Paris Masters 2018 fino al tie-break decisivo del quinto set.

In tribuna a vedere quel match c’era anche Paolo Lorenzi, un veterano del circuito: "A volte è come se stesse giocando a un altro sport. La palla esce velocissima dalla sua racchetta anche se non è ancora strutturato fisicamente", ha detto Lorenzi ad ATPTour.com. “Era impressionante da vedere contro Khachanov, giocava benissimo. Penso che quel match abbia rappresentato un grande passo in avanti per lui”.

Sinner poi è arrivato con questo slancio favorevole alla stagione su terra battuta, durante la quale ha battuto Stefanos Tsitsipas nel secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia (seconda vittoria contro un Top 10 in carriera). Sedici mesi prima, nello stesso torneo e contro lo stesso avversario, aveva vinto soltanto 5 game.

Da lì ha posto le basi per uno dei migliori risultati di un Next Gen di tutto il 2020. Sinner ha perso solo un set nella sua corsa verso il primo quarto di finale a livello Slam al Roland Garros, dove ha battuto Goffin (di nuovo) e il finalista degli US Open Alexander Zverev. Una cavalcata che ha reso Jannik il primo giocatore a raggiungere gli ottavi al suo debutto a Parigi da Rafael Nadal, nel 2005.

Nel turno successivo non poteva che esserci lo spagnolo ad affrontarlo: “Non mi interessano i record, so chi c’è dall’altra parte del campo - aveva detto Sinner -: ho molto rispetto per Rafa ma quando sei in campo provi solo e soltanto a vincere.

Anche in quel frangente Sinner ha messo in campo un’ottima prestazione, vincendo più game contro Nadal di quanto non abbia fatto Djokovic in finale (11 a 7).

Il 19enne italiano ha mostrato grande volontà di attaccare anche il leggendario mancino di Manacor, riuscendo anche a metterlo in difficoltà in diverse situazioni, specialmente nel primo set.

“Si vede che migliora settimana dopo settimana, gioca sempre meglio - aveva dichiarato Nadal dopo quel match -. Ha un potenziale incredibile, si muove molto velocemente ed è in grado di giocare colpi incredibili”.

Due anni fa a Milano Sinner era in tribuna. Poi è diventato protagonista e adesso è al centro del palcoscenico.

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